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In un periodo di crisi e di incertezze  come quello che stiamo vivendo negli ultimi anni può capitare sempre più spesso di non poter pagare le  cartelle esattoriali. Uno degli strumenti che può essere adottato dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione per recuperare il credito è costituito dall’ipoteca sulla casa con possibilità di pignoramento. L’ipoteca della casa costituisce una spada di Damocle sul contribuente e può determinare una svalutazione automatica dell’immobile per le paure che si possono ingenerare sul potenziale cliente.

E’ necessario quindi  avere chiare alcune informazioni

Per avviare il pignoramento è necessario che il dedito maturato sia almeno pari ad € 120.000; al di sotto di tale somma e fino ad un minimo di € 20.000 è possibile iscrivere solo l’ipoteca, mentre al di sotto di € 20.000 non è possibile neanche iscrivere ipoteca.

L’ipoteca può essere iscritta non prima di 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale e se quest’ultima è stata notificata da oltre un anno non si può subire l’ipoteca senza prima aver notificato un’ intimazione di pagamento.

Il pignoramento può essere avviato solo se trascorsi almeno 6 mesi dall’iscrizione dell’ipoteca sulla casa, e comunque, 30 giorni prima dell’iscrizione di tale ipoteca, il contribuente deve ricevere un preavviso in modo da avere la possibilità di presentare contestazioni, pagare o rateizzare il debito.

La richiesta di rateizzazione del debito blocca il pignoramento, ma non cancella l’ipoteca che rimane fino all’ultima scadenza di pagamento.

Non è assolutamente possibile avviare il pignoramento se per il contribuente l’immobile risulta essere prima casa, fatta eccezione per gli immobili di lusso.

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